La Sclerosi Multipla

La sclerosi multipla (SM), o sclerosi a placche, è una malattia a decorso cronico del sistema nervoso centrale. La SM è caratterizzata da un processo infiammatorio causato dalle cellule del sistema immunitario che determina un danno della mielina (il rivestimento che avvolge le fibre nervose del sistema nervoso centrale) in più aree (da cui il nome «multipla») del sistema nervoso centrale. Queste aree di perdita di mielina (o «demielinizzazione») sono di grandezza variabile e prendono il nome di placche. Alla infiammazione e demielinizzazione cronica consegue nel tempo la morte delle cellule neurali (neurodegenerazione) che sta alla base della disabilità che generalmente si manifesta nelle fasi avanzate della malattia.
Nel mondo si contano circa 2,5-3 milioni di persone con SM, di cui 450.000 in Europa e circa 65.000 in Italia. La SM può esordire a ogni età della vita, ma è diagnosticata per lo più tra i 20 e i 40 anni ; le donne  risultano colpite in numero doppio o triplo rispetto agli uomini.
Per frequenza la SM è la seconda malattia neurologica nel giovane adulto e rappresenta un enorme carico economico per la Sanità.
L’evoluzione nel tempo della malattia varia da persona a persona,; è possibile individuare 4 forme di decorso clinico della malattia: a ricadute e remissioni, secondariamente progressiva, primariamente progressiva e forme benigne.
La forma clinica più frequente è rappresentata dalla sclerosi multipla a decorso recidivante-remittente (SM-RR): circa l’85% delle persone con SM ha inizialmente questa forma di SM, nella quale si presentano episodi acuti di malattia (detti 'poussè' o 'ricadute') alternati a periodi di benessere (definiti 'remissioni'). La SM secondariamente progressiva (SM-SP), che si sviluppa come evoluzione della forma recidivante-remittente, è caratterizzata da una disabilità persistente che progredisce gradualmente nel tempo. Circa il 75% delle persone con SM, che inizialmente hanno una forma recidivante-remittente, sviluppano entro 15-20 anni circa una forma secondariamente progressiva associata ad un grado variabile di disabilità. La SM primariamente progressiva (SM-PP), invece, è caratterizzata dall’assenza di vere e proprie ricadute; le persone affette da questa forma di SM (meno del 10%) presentano, fin dall’inizio della malattia, sintomi che iniziano in modo graduale e tendono a progredire lentamente nel tempo.
Infine vi sono anche persone (circa il 5-10%) per le quali la malattia ha un andamento scarsamente evolutivo e che dopo 15 anni presentano una disabilità minima : tali forme di SM, pertanto, sono frequentemente definite come “benigne”.
Anche se, a oggi, non esistono terapie che curino la malattia in modo definitivo, esistono però numerosi trattamenti che riducono in vario grado l’incidenza e la severità degli attacchi e rallentano la progressione di malattia. I principali obiettivi che si pongono le terapie della SM sono:
- abbreviare le ricadute e ridurre la loro gravità (corticosteroidi),
- prevenire le ricadute e prevenire o ritardare la progressione della malattia (farmaci immunomodulanti e immunosoppressori).
(adattato da www. aism.it; per approfondire si veda www.aism.it


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